Salute

Bastoncini di pesce: sai cosa contengono veramente? No, altrimenti non li mangeresti

Molti genitori si trovano davanti allo stesso problema: i bambini non gradiscono il pesce tradizionale, oppure manca il tempo
Quanto pesce c’è davvero nei bastoncini (www.progettoagimm.it)

Portare il pesce a tavola quando in casa ci sono bambini non è sempre facile. I nutrizionisti lo ripetono da anni.

Molti genitori si trovano davanti allo stesso problema: i bambini non gradiscono il pesce tradizionale, oppure manca il tempo per pulirlo e cucinarlo. Così si finisce spesso per scegliere la soluzione più semplice e veloce, quella dei prodotti pronti come i bastoncini di pesce surgelati, che i più piccoli mangiano volentieri. Ma cosa contengono davvero questi alimenti?

Nel banco dei surgelati del supermercato esistono decine di versioni di bastoncini di pesce, generalmente a base di merluzzo o salmone. L’aspetto dorato e croccante li rende molto appetibili per i bambini, ma la composizione reale è spesso diversa da quella che molti immaginano.

In gran parte dei prodotti disponibili sul mercato, il pesce rappresenta circa la metà del contenuto totale. In alcuni casi si arriva al sessanta per cento, ma raramente si va oltre. Il resto è costituito principalmente da panatura e ingredienti utilizzati per darle consistenza e sapore.

Nella lista degli ingredienti compaiono spesso farina di frumento, acqua, amidi, lievito e oli vegetali. Non è raro trovare anche zuccheri aggiunti e quantità di sale piuttosto elevate, elementi utilizzati dall’industria alimentare per rendere il prodotto più gustoso e facilmente accettato dai bambini.

Questo significa che, acquistando una confezione di bastoncini di pesce, una parte significativa di ciò che si paga non è pesce ma panatura e altri ingredienti. Dal punto di vista nutrizionale non si tratta necessariamente di alimenti pericolosi, ma certamente sono diversi dal pesce fresco o cucinato in casa.

Il tema dei contaminanti alimentari

Negli ultimi anni diversi test di laboratorio condotti da riviste indipendenti dedicate alla tutela dei consumatori hanno analizzato la qualità di questi prodotti. Alcuni risultati hanno sollevato interrogativi sulla presenza di contaminanti che possono formarsi durante i processi industriali.

Tra le sostanze individuate in alcune analisi ci sono il glicidolo, l’acrilammide e gli esteri di acidi grassi chiamati 3-MCPD. Si tratta di composti che possono generarsi quando gli oli vegetali vengono sottoposti a temperature molto elevate durante la raffinazione o la frittura.

Un test condotto dalla rivista svizzera Bon à Savoir ha esaminato diversi marchi di bastoncini di pesce venduti nei supermercati. In molti campioni è stata rilevata la presenza di glicidolo, una sostanza considerata potenzialmente cancerogena.

I livelli individuati non sono stati giudicati tali da provocare un rischio immediato per la salute, ma gli esperti ricordano che il problema principale riguarda l’esposizione nel lungo periodo, soprattutto se questi alimenti vengono consumati frequentemente.

Un’analisi simile realizzata dal mensile tedesco Oekotest ha rilevato in numerosi campioni la presenza di esteri di acidi grassi 3-MCPD, contaminanti associati alla lavorazione di oli e grassi vegetali ad alte temperature.

Secondo quanto riportato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’assunzione di queste sostanze attraverso l’alimentazione non rappresenta generalmente un rischio per la maggior parte dei consumatori. Tuttavia, nei bambini e nei forti consumatori potrebbe avvicinarsi o superare i livelli considerati sicuri.

Le aziende del settore respingono però le accuse di pericolosità dei bastoncini di pesce. L’Istituto Italiano Alimenti Surgelati

Il punto di vista dell’industria alimentare (www.progettoagimm.it)

Le aziende del settore respingono però le accuse di pericolosità dei bastoncini di pesce. L’Istituto Italiano Alimenti Surgelati ha chiarito che i prodotti venduti in Italia rispettano pienamente le normative europee sulla sicurezza alimentare e che i livelli di contaminanti restano sotto i limiti stabiliti dalle autorità sanitarie.

Secondo il settore dei surgelati, definire questi prodotti “tossici” o “cancerogeni” sarebbe fuorviante e non supportato dai dati scientifici. I bastoncini di pesce, spiegano le aziende, sono sottoposti a controlli rigorosi lungo tutta la filiera e non contengono conservanti, perché la surgelazione garantisce già la conservazione del prodotto.

Alcuni studi accademici citati dall’industria hanno inoltre messo a confronto bastoncini industriali e bastoncini preparati in casa. In certi casi, dopo la cottura, il prodotto industriale avrebbe mostrato livelli di acrilammide persino inferiori rispetto alla versione domestica.

Come orientarsi a tavola

Per molti nutrizionisti il punto non è eliminare completamente questi prodotti, ma considerarli per quello che sono: un alimento pratico e occasionale, non un vero sostituto del pesce fresco.

La soluzione più equilibrata resta quella di alternare diverse fonti di pesce durante la settimana, privilegiando preparazioni semplici come il pesce al forno, al vapore o in padella con poco condimento. In questo modo si garantisce ai bambini l’apporto di proteine e di acidi grassi omega-3 utili per lo sviluppo, riducendo allo stesso tempo il consumo di alimenti altamente processati.

I bastoncini di pesce possono quindi trovare spazio nella dieta familiare, ma con moderazione. Come spesso accade nell’alimentazione, la differenza la fa soprattutto la frequenza con cui un prodotto viene consumato e la varietà complessiva della dieta quotidiana.

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